Cubo di Rubik per genitori e nonni 3° Parte risolviamo il terzo e ultimo livello

Cubo di Rubik per genitori e nonni 2° Parte risolviamo il secondo livello

Cubo di Rubik per genitori e nonni 1° Parte risolviamo il primo livello

Cubo di Rubik per genitori e nonni

Ecco il PDF per il momento con le prima sequenza descritta nella prima parte della guida, andando avanti aggiungerò le sequenze di mosse che userò nei prossimi tutorial. Cliccando sul play per guardare il filmato, lo vedrete a schermo piccolo su questa pagina, vi consiglio quindi una volta partito, di cliccare sulla scritta YOUTBUBE che trovate nella finestra del filamto in basso; il filmato si aprirà su una nuova pagina Youtube. Da questa pagina troverete, come evidenziato nella figura sotto, come mettere il mi piace (pollicione verso l’alto), iscriversi al mio canale, e se volete, attivare la campanellina che vi avvisa quando pubblico un nuovo filmato. Vi ricordo che il mio canale è piccolo, quindi non è monetizzato da Youtube, questo vuol dire che “mi piace”, iscrizioni e visualizzazioni, non sono retribuite in nessun modo. A voi non costa nulla iscrivervi al mio canale e mettere il “mi piace”, io non ricevo alcuna retribuzione, chiedo i like solo per capire se l’argomento interessa o no.

Registrati per sapere quando pubblico nuovi aggiornamenti o semplicemente per commentare e riceve aiuto.

Taffix Spray recensione

Alla fine del 2020 in piena seconda ondata della pandemia, lessi alcuni articoli su giornali importanti queli Repubblica, Il sole 24 Ore etc.. di uno spray nasale che protegeva dal Covid-19. Il principio descritto sembrava semplice, lo spray abbassa il PH delle pareti nasali rendendo inospitale l’ambiente al virus respirato. Si poteva comprare però solo on line, personalmente non mi sono fidato, non tanto dello spray ma piuttosto del trasporto a mezzo corriere che non ha alcuna accortezza o competenza nel trasporto di medicinali. Ho opotato quindi di attendere l’uscita nella farmacia italiane. Periodicamente mi informavo e finalmente è arrivato nella farmacia del mio paese. Adesso sono sicuro che è stato controllato e testato dalle autorità italiane ed è anche stato trasportato da personale competente. Al momento è l’unico spray che nel bugiardino cita chiaramente che è efficace contro il SARS COVID-2 con una percentuale di protezione del 97%, chiaramente è consigliato nel bugiardino stesso di usarlo insieme alla mascherina, le due protezioni insieme dovrebero garantire una protezione molto efficace. Chiaramente io non sono titolato per affermare una cosa del genere, vi invito quindi a leggere questo articolo.

Front Camera in Toyota Auris

Come installare una videocamera frontale su una Toyota Auris 2017 e da dove far passare il cavo.

Dasaita Max10 on Toyota Corolla 2019 + Retro Cam connection

18 Febbraio 2021

Cari amici, mi scuso per la lunga assenza. Questo è stato per me un periodo di pressanti impegni familiari, che non mi hanno consentito di aggiornare questo sito. Oggi sono riuscito a ritagliarmi un paio di ore di libertà e così ho deciso di presentarvi i miei soliti grafici, che, come spete, riportano dati ufficiali scaricati dal sito della Protezione Civile. Come al solito, per la corretta interpretazione dei grafici vi invito a consultare questa pagina.

Oltre che sull’Italia nel suo complesso, oggi mi focalizzerò sul Veneto e sulle regioni con esso confinanti, con l’aggiunta della Puglia (la mia regione di origine) e dell’Alto Adige, regione cui sono particolarmente legato, essendo molto amante delle Dolomiti. Userò sempre numeri normalizzati a 100.000 abitanti, per tener conto della diversa popolazione delle varie regioni.

Di seguito riporto la classifica regionale odierna e l’andamento nell’ultimo mese circa, per una serie di parametri che caratterizzano l’entità del contagio e la pressione sulle strutture sanitarie. Comincio come al solito con il numero di ricoverati con sintomi per ogni 100.000 abitanti (figura qui sotto).

Come si vede dal grafico a sinistra, le regioni che destano più preoccupazione sono l’Umbria e l’Alto Adige, mentre il Veneto risulta tra le regioni meno colpite. Il grafico sulla destra evidenzia una discesa costante del numero di ricoverati con sintomi per ogni 100.000 abitanti in tutte le regioni confinanti col Veneto (eccetto la Lombardia). In questo quadro confortante, la performace migliore è proprio quella del Veneto, che evidenzia una discesa molto accentuata.

Il grafico seguente si riferisce al numero di terapie intensive per ogni 100.000 abitanti.

Per questo parametro valgono esattamente le stesse considerazioni fatte per il parametro mostrato precedentemente. Le regioni meno virtuose sono ancora Umbria e Alto Adige, mentre il Veneto di nuovo risulta tra quelle che destano meno preoccupazione. Anche per le terapie intensive, si evidenzia un generale miglioramento (eccetto che per Friuli e Lombardia, per le quali l’andamento è più o meno costante), ma anche in questo caso il Veneto si distingue per la veloce discesa del numero di terapie intensive.

Discorso analogo vale anche per il numero totale di positivi, inclusi quindi quelli in isolamento domiciliare, che vede un generale miglioramento (di nuovo eccetto per la Lombardia ed anche per il Friuli) e una spettacolare performance del Veneto (vedi grafico a destra nella figura qui sotto)

Di nuovo, l’Umbria e l’Alto Adige, stavolta assieme alla Campania, sono le regioni che destano maggiore preoccupazione.

Veniamo ora al numero di decessi ogni 100.000 abitanti (figura qui sotto)

Ancora l’Umbria spicca tra tutte le regioni in quanto a tasso di mortalità. L’andamento delle regioni esaminate nel grafico a destra è in genere confortante perché quasi tutte le regioni, eccetto ancora la Lombardia, mostrano una discesa nel numero dei decessi.

Dalla figura che segue si evince che il Veneto consolida la sua buona posizione tra le regioni virtuose anche per quanto riguarda il rapporto positivi/tamponi, che, come sapete, è strettamente legato all’indice di contagio R_t.

Il Molise ha avuto oggi un indice particolarmente alto (grafico a sinistra), ma probabilmente si tratta di una fluttuazione statistica.

Infine, il confronto tra numero di nuovi positivi e numero di guariti (figura seguente)

Pur con qualche variazione tra le varie regioni, questo confronto mostra un sostaziale pareggio tra nuovi positivi e guariti e questo significa che la pressione sulle strutture sanitarie non aumenta.

Qualche considerazione finale: La situazione in generale tende lentamente a migliorare, ma ci sono delle zone limitate e non molto significative in termini di abitanti (Umbria ed Alto Adige) che si trovano evidentemente in una fase che richiede grande attenzione, probabilmente per la presenza delle famose varianti del virus. Inolte la Lombardia e la Puglia mostrano un sostanziale stallo nell’andamento della pandemia.

27 Gennaio 2021

Cari amici, dopo una pausa di 10 giorni, rieccomi a voi per presentarvi i miei soliti grafici sull’andamento della pandemia di Covid19, basati sui dati che io scarico diligentemente dal sito della Protezione Civile. La lunga pausa è stata utile per poter apprezzare le tendenze in atto in modo da considerarle consolidate e quindi attendibili. Dico subito che la situazione generale è in miglioramento, con qualche sporadica eccezione. Le cose che più saltano all’occhio sono due: il drastico miglioramento del Veneto e la situazione piuttosto “tranquilla” della Lombardia. Il fatto che quest’ultima regione fosse tra quelle con una situazione meno preoccupante di altre era ben chiaro già 10 girni fa, quando avevo fatto il mio ultimo report, nel quale esprimevo meraviglia per il fatto che la Lombardia fosse finita in zona rossa, mentre il Veneto fosse rimasto giallo (all’epoca). Già allora era molto chiaro che nei dati della Lombardia c’era qualcosa che non funzionava. Di chi sia la responsabilità non sono ovviamente nelle condizioni di affermarlo. Tuttavia, vista la gestione piuttosto carente e a tratti ambigua della dirigenza (anche sanitaria) di quella regione, non mi stupirebbe che qualche grave distrazione sia potuta sfuggire anche in questo caso. L’ultima notazione che voglio fare prima di passare alla presentazione dei grafici, riguarda il numero di decessi quotidiani, che purtroppo scende molto, molto lentamente rispetto agli altri parametri, che sono in miglioramento. Anche se noi sappiamo che questa è una condizione “naturale”, dato che i decessi seguono in media di due o tre settimane i contagi e i ricoveri, il dato resta impressionante. Ma passiamo ai dati, ricordando come sempre che i chiarimenti che eventualmente dovessero essere necessari per la comprensione dei grafici possono essere trovati in questa pagina. Giova anche ricordare che, come sempre, quando si leggono i grafici bisogna fare riferimento ai colori usati di volta in volta per rappresentare le varie regioni, che, come ho già detto molte volte, possono cambiare (e di solito cambiano) da un grafico all’altro. Infine, quasi tutti i grafici che mostrerò si riferiscono ai numeri per ogni 100000 abitanti, cosa che rende la lettura molto più corretta.

Comincio col mostrare le classifiche regionali giornaliere e gli andamenti delle ultime settimane per 4 dei parametri che definiscono la maggiore o minore aggressività del virus e quindi anche la maggiore o minore pressione sulle strutture sanitarie. Oltre al numero di ricoverati con sintomi, di terapie intensive e di decessi, mostrerò oggi anche il numero totale di attualmente positivi al Coronavirus. Come al solito i grafici sulla sinistra delle varie figure illustrano le classifiche regionali (normalizzate al numero di abitanti) del giorno, mentre i grafici sulla destra mostrano gli andamenti delle ultime settimane per le regioni che risultano essere più interessanti in base alla classifica regionale. Di solito preferisco concentrarmi sulle regioni con il maggior numero di abitanti, per le quali le statistiche sono decisamente più significative.

Il numero di ricoverati con sintomi (figura qui sopra) è in discesa quasi ovunque, tranne che per il Friuli, che del resto risulta anche primo tra le regioni nella classifica odierna. Notevole il miglioramento del Piemonte e del Veneto nelle ultime settimane (grafico a destra).

Il numero delle terapie intensive (figura precedente) sembra invece piuttosto stabile (altalenante) nelle ultime settimane, con la notevole eccezione del Veneto (che è in decisa discesa) e, in misura minore, della Lombardia, anch’essa in discesa, ma meno ripida.

La migliore performance del Veneto è nel numero totale dei positivi (inclusi quindi quelli in isolamento domiciliare; figura qui sopra), dove, da una posizione di decisa preminenza nei primi giorni dell’anno, il Veneto passa in posizione defilata. Anche per questo parametro la tendenza generale è alla diminuzione (vedi andamento dell’Italia nel suo complesso), ma ci sono regioni, come la Puglia e la Sicilia, che mostrano invece una tendenza al rialzo.

Per quanto riguarda il numero di decessi (figura precedente), come dicevo prima, la situazione è abbastanza stabile (in Italia siamo a circa 0,7 decessi ogni 100000 abitanti), con l’eccezione del Veneto, anche qui in deciso miglioramento, e dell’Emilia, lievemente in discesa. C’è da notare tuttavia che queste due regioni restano quelle con il maggior numero di decessi ogni 100000 abitanti. Il caso odierno del Friuli rientra nelle fluttuazioni statistiche delle regioni con un numero di abitanti relativamente piccolo.

Come ho detto molte altre volte, il rapporto nuovi positivi/tamponi (figura precedente) è uno dei parametri più significativi perché legato all’indice di contagio R_t. Per questo particolare parametro le posizioni peggiori nella classifica regionale sono occupate da regioni del centro-sud, mentre Veneto, Lombardia e Piemonte sembrano decisamente in situazioni più “tranquille”. E’ da notare nel grafico a destra la spettacolare performance del Veneto nelle ultime settimane (sperando che non ci siano trucchi escogitati per giustificare cambi di colorazione!) e, comunque la tendenza generale è al miglioramento.

Infine, l’ultima figura confronta l’andamento nelle ultime settimane del numero di nuovi positivi con quello dei guariti (media degli ultimi 5 giorni). Questo confronto serve, come sapete, a stimare l’andamento della pressione sulle strutture sanitarie. Anche qui la situazione sembra in miglioramento, nel senso che il numero di guariti supera quello dei nuovi positivi. E’ tuttavia da notare che il numero di guariti risulta in forte discesa in Veneto e in Campania, regione dove esso è oggi ampiamente superato dal numero di nuovi contagi.

Vorrei infine far notare che, come dicevo all’inizio, in tutti i grafici che ho mostrato oggi, la Lombardia risulta essere tra le regioni che destano meno preoccupazione, collocandosi sempre in posizione migliore della media italiana, mentre il Veneto mostra quasi dovunque una situazione di deciso miglioramento, pur restando spesso nelle posizioni alte (peggiori) delle varie classifiche.

17 Gennaio 2021

Cari amici, mi scuso per la lunga assenza, ma ho avuto parecchio da fare. Voi non avete idea di quante cose ci siano da fare dopo che si va in pensione. Io sono in pensione da ormai tre anni… eppure..!! Uno pensa: “ora che sono in pensione finalmente potrò riposarmi..!”. Beh.. vi assicuro che non è così.

Comunque oggi mi limiterò a presentare i soliti grafici (quelli più significativi). Se mi avete seguito sinora, questi grafici saranno ormai familiari per voi e non ci sarà bisogno che ve ne spieghi il significato. Comunque, se avete dubbi, consultate questa pagina. Guardateli con attenzione, ogni volta tenendo conto dei colori che si riferiscono alle varie regioni, che possono cambiare di volta in volta. Se farete attenzione alle classifiche regionali odierne e agli andamenti nel tempo dei vari parametri che oggi presento, capirete il senso delle due domande che mi/vi farò alla fine… Buona visione!

Guardando i grafici precedenti mi chiedo due cose:

1) Come mai Lombardia e Sicilia sono finite in zona rossa?

2) Come mai non è finito in zona rossa il Veneto?

E’ vero che i parametri che ho presentato non sono gli unici che concorrono a determinare il valore dell’indice di contagio R_t ed è anche vero che lo stesso indice R_t non è l’unico parametro che determina il colore di una regione. Tuttavia, mi limito a notare che nei grafici precedenti la Lombardia non risulta mai ai primi posti, mentre il Veneto sì…. Lascio a voi eventuali riflessioni ed ipotesi.